Il TT Circuit Assen, cattedrale della velocità, ha sempre avuto un modo tutto suo di scegliere i vincitori. Qui non basta essere veloci: bisogna essere fluidi, precisi, quasi eleganti. Nel 2026, però, la pista olandese ha assistito a qualcosa di più di una semplice gara. Ha visto una dimostrazione di forza tecnica e mentale, una sinfonia orchestrata da Noale che ha portato tre RS‑GP sul podio, in un ordine che racconta una nuova era.
Ogura: la prima vittoria che cambia una carriera
Ai Ogura non ha vinto una gara. Ha scritto un capitolo. Il giapponese del Trackhouse MotoGP Team ha costruito la sua prima vittoria nella top class con una maturità che raramente si vede in un pilota al debutto stagionale. La sua RS‑GP sembrava scorrere sull’asfalto come acqua, senza mai un’incertezza, senza mai un’esitazione.
- Partenza chirurgica, senza sprechi.
- Ritmo costante, sempre un decimo più veloce degli inseguitori.
- Gestione impeccabile delle gomme, soprattutto nel terzo settore, dove Assen diventa una lama affilata.
Ogura ha preso il comando al quindicesimo giro, infilando un sorpasso pulito e deciso su Raul Fernández alla “Ramshoek”, una manovra che ha fatto vibrare le tribune. Da lì, ha solo allungato, come se la pista fosse diventata improvvisamente sua.
Raul Fernández: il secondo posto che vale una rinascita
Raul Fernández ha corso come un uomo che ha finalmente trovato la chiave della RS‑GP. Il secondo posto non è un ripiego: è la conferma che il pilota spagnolo è ormai parte integrante del progetto Aprilia, capace di interpretare la moto con sensibilità e aggressività.
Fernández ha guidato una gara intelligente, restando in testa per buona parte della prima metà, sfruttando la stabilità della RS‑GP nelle curve veloci e la sua capacità di frenare tardi senza perdere compostezza. Quando Ogura è arrivato, Raul ha scelto la strategia migliore: non forzare, non rischiare, portare a casa punti pesanti per il campionato.
Il suo secondo posto è un manifesto: Raul è tornato, e Assen lo ha consacrato.
Jorge Martín: un terzo posto che vale oro
Jorge Martín ha completato il trionfo con un terzo posto che racconta la sua evoluzione come pilota Aprilia. Partito dalla seconda fila, ha dovuto costruire la gara con pazienza, evitando errori e gestendo un gruppo di inseguitori agguerriti. La sua RS‑GP ha mostrato una stabilità impressionante nelle chicane, permettendogli di difendersi e attaccare con la precisione che lo contraddistingue.
Il sorpasso su Bagnaia alla “Geert Timmer Bocht” è stato uno dei momenti più intensi della gara: una staccata perfetta, un incrocio di traiettorie da manuale, un segnale chiaro che Martín non è solo un velocista, ma un pilota completo.
Con questo terzo posto, Jorge consolida la sua posizione nella lotta mondiale e dimostra che la scelta Aprilia è stata la più lungimirante della sua carriera.
La RS‑GP 2026: una macchina che non sbaglia più
Assen ha confermato ciò che si era già intuito nelle gare precedenti: la RS‑GP 2026 è una moto matura, stabile, potente e soprattutto prevedibile. Il lavoro dei tecnici di Noale ha raggiunto un livello di finezza che permette ai piloti di sfruttare ogni millimetro della pista.
- Aerodinamica raffinata, perfetta nelle curve veloci olandesi.
- Elettronica impeccabile, che ha permesso a Ogura e Fernández di gestire la gara senza sbavature.
- Motore fluido ma esplosivo, ideale per i cambi di direzione rapidi.
Tre Aprilia sul podio non sono un caso: sono la conseguenza di un progetto tecnico che ha trovato la sua piena maturità.
Il dramma di Marco Bezzecchi: l’incidente che ha gelato Assen
La festa Aprilia avrebbe potuto essere ancora più grande. Marco Bezzecchi, il pilota che più di tutti aveva contribuito allo sviluppo della RS‑GP 2026, era perfettamente in partita. I suoi tempi sul giro nelle libere e nel warm‑up erano stati da riferimento: fluidi, costanti, chirurgici. Il ritmo gara lo collocava senza dubbio tra i protagonisti del pomeriggio olandese.
La scivolata è stata lunga, brutale, accompagnata da un silenzio improvviso del pubblico. La RS‑GP ha continuato la sua corsa fino alle barriere, mentre Marco rotolava nella ghiaia in una nuvola bianca che ha fatto trattenere il fiato a tutto il paddock.
Il sollievo dopo la paura
Per lunghi secondi, Assen è rimasta sospesa. Poi, finalmente, Bezzecchi è stato portato in clinica mobile dolorante, ma cosciente.
I medici hanno confermato varie contusioni ma apparentemente nessuna frattura è stato poi portato all’ ospedale di Groninghen per ulteriori accertamenti. La sua gara era finita, ma la sua stagione no.
Un protagonista mancato
È impossibile non pensare a ciò che sarebbe potuto accadere. Con quel ritmo, con quella confidenza, Bezzecchi avrebbe potuto essere parte della festa Aprilia. Forse un quarto posto, forse un podio, forse — perché no — un duello con Ogura.
Assen gli ha negato la gloria, ma non il rispetto. E il suo contributo allo sviluppo della RS‑GP 2026 resta uno dei pilastri del progetto.
Assen 2026: la giornata che cambia la storia
Il triplo podio Aprilia ad Assen non è solo un risultato sportivo. È un simbolo. È la prova che la Casa di Noale è diventata una protagonista assoluta della MotoGP, capace di dominare su piste tecniche, veloci e imprevedibili.
Ogura, Fernández e Martín hanno firmato una pagina che resterà negli annali. Una pagina che parla di talento, di lavoro, di visione. Una pagina che apre ufficialmente la nuova era Aprilia.
Autore Roberto By Foto ReD Photographic Agency e ReD Magazine www.fotoredagency.com
Fonte immagini: Roberto Magni by Media Superfile Trackhouse MotoGP Team
Fonte testo: Roberto Magni By Foto ReD Photographic Agency
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